Maschi vs femmine: storia semiseria del bucato domestico

La non-divisione di genere del bucato

di Veronica Benini
Maschi vs femmine: storia semiseria del bucato domestico

Son tempi duri, per la parità. Piano piano la maggioranza della popolazione comincia a capire che le faccende domestiche sono affar di tutti, non solo di lei, ed è una bellissima evoluzione.
Una delle prime cose ad esser state sdoganate è stata la lavatrice. Vuoi perché è un macchinario che dentro ha un qualcosa che gira quindi sai, rimembra un’astronave e i maschi amano le cose che girano, meglio se con delle lucine lampeggianti.

La lavatrice elettronica ha fatto un ingresso trionfale nel mercato unisex proprio per queste caratteristiche futuristico-spaziali. I poveri cugini ferri da stiro, ne converrete, non ce l’hanno veramente fatta a scollinare. Dopo decenni di campagne con esplicite immagini ferro-shuttle, gli uomini li temono ancora. Non ne sono convinti.

Complice la meccanica, la lavatrice gode di una popolarità ed amore smisurati da ambo i sessi, e i maschi non hanno esitato ad avvicinarvisi senza sentir minacciata la loro virilità. Dapprima solo per cambiare il filtro, ma dopo poco hanno iniziato ad avviarle, non con poche difficoltà, in casi estremi di singolato protratto e hanno finito per adottarle come membro della famiglia. Ho sentito storie di suddivisioni patrimoniali durante le separazioni con lotte intestine per Ludmilla (ehm, sì, gli si vuol talmente bene che spesso hanno dei nomi).

Ma in ogni storia a lieto fine ci sono sempre dei colpi di scena e delle tragedie in agguato. State pensando alle lavatrici rosa? Sbagliato!
Quelle le eviti con L’Acchiappacolore Brillacolore, lo sanno tutti.

Il vero pericolo sono i golfini ristretti a taglia chihuahua.
C’è un problema nella fase evolutiva del maschio che gli rende difficile l’individuazione dei programmi di lavaggio e le temperature. Io, per precauzione, non metto mai mai mai i golfini nel cesto dei delicati. Una volta a casa di amici ho visto un golf di lui indosso alla bambina settenne. La cosa che ha dell’incredibile è che era stata la mia amica a sbagliare temperatura.

Comme quoi gli stereotipi, dopotutto, fan parte del passato e siamo tutti alla pari quando sbagliamo.

Veronica Benini

Ex architetta a Parigi, oggi una motivatrice femminile e lo faccio usando i tacchi come strumento di empowerment.

Ho ideato StilettoAcademy.com che oggi è un’Associazione Internazionale fondata da Elena Bobbola, Francesca Marano e me e di cui sono Presidenta. Si: con la A perché sono nata in Argentina.

"È un lavoro?" Più che un lavoro è una Missione, e me la sono inventata io

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