Come prepararsi per uno speech importante

Il mio lavoro mi porta, ogni tanto, a parlare davanti a platee davvero grosse, come 1500 persone.

di Raffaella Caso
Come prepararsi per uno speech

Chi parla in pubblico sviluppa sempre dei rituali segreti con un protocollo preciso da espletare in religiosa solitudine. Lo fanno per combattere la paura, per entrare nel personaggio, per scongiurare la tachicardia. Io non sono da meno e negli anni ho messo a punto un tris di mosse da fare, sempre.

Per prima cosa ho eliminato il #cosamimetto. Se devo pensare ad emozionare le persone non posso passare la sera precedente a decidere cosa indosserò, non ho quella passione. A me piacciono le scelte efficaci, e allora ho optato per una vera e propria uniforme e indosso sempre e solo quella. Nel mio caso è un tubino rosso fuoco. Così facendo, prima di un evento devo soltanto assicurarmi che sia pulito e stirato, e via uno stress in meno!
Se ho due eventi per due giorni di seguito me lo lavo da sola nel lavabo della mia stanza con un po’ di detersivo e L’Acchiappacolore, che mi evita di tingere le altre cose in ammollo e di far sbiadire il tubino. Perché se sbiadisse quel rosso sarebbe come se sbiadissi anch’io. E io salgo li sopra per mettermi a fuoco e fiamme.

Il giorno dell’evento non mangio, e se è di sera mangio leggero. Un po’ per stress, un po’ per detox, un po’ perché senza pancera mi sento più comoda e gestisco meglio il diaframma nel parlare. Io ho la panza perché non vado in palestra e mi sta bene coltivarla, ma è anche vero che è meglio evitare troppa panza nelle foto mentre motivo la gente: meh, sembro incinta e me lo chiedono pure. Anche no, dai!

E poi, pochi minuti prima di andare a microfonarmi, io mi sfilo i tacchi e salto. Salto sul mio trampolino elastico portatile, e mi serve per andare in cardio in modo positivo, distribuendo la pressione su tutto il corpo e ossigenandolo tutto. Saltare sul trampolino ti fa lavorare tutto il corpo per reazione nervosa ed è perfetto per andare su con l’adrenalina. Lo faccio provare anche alle mie allieve nei corsi di public speaking e credo che se fossi furba dovrei prendere delle azioni da uno dei brand che li vende perché se lo comprano tutte.
Voi avete mai provato a saltare?

Raffaella Caso

Raffaella è una tipica milanese ad alto impatto: poco tempo, tanto lavoro, troppi consumi, poca soddisfazione. L’arrivo di una figlia le ribalta la prospettiva: desidera una vita più semplice, più consapevole e più reale.

Impara a spendere meno e meglio, a scegliere prodotti ecologici, a mangiare bio e a km zero, a evitare l’usa e getta, a muoversi a piedi. Nel 2010 nasce www.babygreen.it: uno spazio online per mamme e famiglie eco-friendly (o aspiranti tali!) che vogliono fare scelte corrette per i loro bambini, per l'ambiente e per il futuro del pianeta.

Raffaella oggi si definisce una mamma (quasi) green perché “nessuno è veramente green (alzi la mano chi ci riesce!)... però ci provo, costantemente e con soddisfazione. Non sono una fissata, ma credo nell'impegno dei singoli e provo ogni giorno a trovare nuove soluzioni per vivere green!”

Potete trovare Raffaella online oppure ad un mercatino biologico dotata di shopper di cotone!

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